sabato 14 novembre 2020

QUANDO LA PSICOLOGIA SOCIALE TI SALVA LA VITA






È una classica scena che tutti abbiamo visto qualche volta in televisione o su YouTube: c'è una persona che si è sentita male o è rimasta coinvolta in un incidente automobilistico e i presenti assistono come pietrificati, nessuno interviene a prestare soccorso. Perché mai? Sono diventati per caso tutti dei freddi egoisti? L'apatia sta prendendo il sopravvento su tutta l'umanità?  No, niente di tutto questo a quanto sembra. La psicologia sembra offrire una spiegazione a questo strano lato del comportamento umano: quando siamo indecisi e dubbiosi e la situazione che ci troviamo ad affrontare è ambigua guardiamo istintivamente al comportamento degli altri e diamo per scontato che la reazione altrui sia la più consona. Questo dà luogo a un fenomeno chiamato "ignoranza collettiva". Per tornare a uno degli esempi citati all'inizio, una persona sdraiata sul marciapiede può aver avuto un attacco di cuore oppure essere caduto perché ubriaco. In casi di incertezza come questo, la tendenza è quella di guardarsi intorno per guardare gli altri e vedere se si tratta veramente di  un'emergenza. Lo psicologo statunitense Robert B. Cialdini, esperto di psicologia sociale della persuasione, racconta un episodio accaduto a lui personalmente:

" In generale, quindi, la strategia migliore è ridurre le incertezze degli astanti, con la richiesta più precisa possibile, rivolta a un singolo e non genericamente al gruppo: il compito deve essere assegnato a qualcuno, altrimenti è troppo facile per ciascuno pensare che debba farlo, stia per farlo o l'abbia già fatto l'altro. Di tutte le tecniche di persuasione descritte in questo libro, questa è forse la più importante

Non molto tempo fa ne ho avuto personalmente la prova, quando mi sono trovato coinvolto in un incidente stradale abbastanza serio. Eravamo feriti tutti e due, io e l'altro automobilista: lui riverso sullo sterzo senza conoscenza, mentre io cercavo di tirarmi fuori, sotto gli occhi di automobilisti fermi al semaforo. Mentre scivolavo sull'asfalto accanto alla portiera, abbastanza stordito, venne il verde e le auto cominciarono ad attraversare lentamente l'incrocio: tutti guardavano con l'aria perplessa, ma non si fermavano. Ricordo di aver pensato: " Oh no! Succede proprio come si legge nella ricerca. Non si ferma nessuno". Ma per fortuna sapevo esattamente che cosa fare. Mi tirai su per farmi vedere bene, puntai il dito verso un automobilista e gli dissi: "Chiami la polizia". A un secondo e a un terzo, sempre puntando il dito direttamente: "Presto, abbiamo bisogno di aiuto". Le risposte di queste persone furono istantanee: chiamarono subito la polizia e un'ambulanza, mi pulirono il sangue dal viso col fazzoletto, mi misero una giacca sotto la testa, si dichiararono disposti a testimoniare, uno si offrì di portarmi all'ospedale. Non solo l'aiuto fu rapido e sollecito, ma anche contagioso. Vedendo le auto che si fermavano, anche quelli che arrivavano in senso opposto si fermarono per soccorrere l'altra vittima." ( 1 )

NOTE

( 1 ) Robert B. Cialdini, Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì  Giuntipsy 2019

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